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Artigianato artistico a San Valentino

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Uno scultore tra pietra e natura

Turismo - L'Artigianato

silvino di giambattista

Il maestro Silvino Di Giambattista non ama parlare molto, si vede che è un tipo schivo, parlano però i suoi occhi azzurri che sembrano illuminarsi quando gli si chiede della sua passione per la pietra alla quale da anni ormai dà forma ed espressione con mani e scalpello. Nato e vissuto a San Valentino in Abruzzo Citeriore racconta di aver sentito il richiamo dell'arte fin da ragazzo; all'inizio si è avvicinato alla pittura per approdare poi pian piano alla scultura con vari materiali, fino all'incontro fatidico con la pietra, quella pietra bianca della Majella che domina incontrastata tutto il territorio dell'alta Val Pescara e lo stesso centro di San Valentino. Nel paese c'è in realtà una lunga e florida tradizione di scalpellini che affonda le sue radici nella notte dei tempi.
All'inizio del secolo scorso sul posto vi erano varie cave e ognuna aveva i suoi maestri, figure che oggi sono tutte scomparse ma che avevano reso celebre il centro in tutto l'Abruzzo; esse venivano chiamate anche fuori regione, per realizzare manufatti in pietra per chiese e edifici pubblici. D'altronde fin dall'alto Medioevo San Valentino era conosciuto con il nome di Castrum Petrae, "Castello della pietra", si intuisce quindi come l'elemento principale del posto fosse proprio questa roccia sulla quale il paese si incastona, e come essa venisse sfruttata dagli abitanti del posto. Silvino non ha frequentato scuole d'arte, solo l'interesse lo ha spinto ad intraprendere questa strada. Da piccolo si recava spesso nelle botteghe degli antichi scalpellini del posto e se ne stava lì ad osservarli: «La cosa che mi incuriosiva di più» racconta «è che erano gelosi l'uno dell'altro e cercavano di tenere segrete le loro tecniche di lavoro».

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